È difficile aspettare. È difficile perché non abbiamo sicurezze, non abbiamo ancore di salvezza. Sappiami che dobbiamo aspettare, ma non sappiamo quanto. E così aspettiamo, aspettiamo e aspettiamo ancora e poi l'errore più comune che commettiamo è quello di perdere ciò che stavamo aspettando, perché abituati ad aspettare non ce ne siamo accorti.
Il buio mischia le cose e ne elimina i contorni, le imperfezioni, le differenze. Una società al buio forse vivrebbe meglio. Nessuna distinzione tra i consociati, nessuna evidente differenza formale, solo sostanze nel buio unite dalla convivenza pacifica. Ci si abituerebbe a riconoscere gli spazi liberi; si saprebbe come muoversi per non infastidire il prossimo.
venerdì 13 settembre 2013
Ed è ancora settembre.
Ridere, bisogna sempre e solamente ridere, in coda per un pezzo di felicità come se il mondo fosse uno spettacolo.
Ma perché ci fa così paura la malinconia? Quel velo che si appoggia sopra l'allegria facendo di un'emozione un brivido.
dalla canzone "Ed è ancora settembre" di Annalisa Scarrone.
giovedì 12 settembre 2013
Traguardi.
Pensavo che due sono i traguardi più importanti nella vita di un uomo: il primo è quando dirà "ti amo" ed il secondo è quando potrà dire "sono amato".
mercoledì 11 settembre 2013
martedì 3 settembre 2013
Ci sono stelle.
Fondamentalmente la vita è il nostro cielo, siamo noi che lo riempiamo di stelle. Ci sono stelle che rappresentano persone e stelle che rappresentano degli avvenimenti. Ci sono stelle che compaiono prima di altre. Ci sono stelle che brillano più di altre. Ci sono stelle che ci son sempre state. Ci sono stelle che pultroppo si sono spente col tempo. Ma qualunque sia la vita di questo cielo, qualunque sia il tempo su questo cielo, che ci sia la luna, la pioggia o le nuvole qualche stella, se pur nascosta, ci sarà sempre.
NON SIAMO SOLI.
Stand-by.
Oggi la chiamata mi ha rismosso un po'. È rimasta incompleta, chiusa nel bel mezzo dei miei pensieri, ma è stato meglio perché ora ce li ho tutti qui che mi affollano la testa e cerco di ordinarli, ma non è semplice.
Alla fine concordo con me stesso che sono in un momento di "stand-by", si penso che sia questa l'unica soluzione. Perché le uniche cose che riesco a dire sono "non so", "boh" e "sono stanco". Si, perché sono stanco. Ma stanco in un senso un po' diverso, l'unico paragone che mi viene in mente è quello di una città che viene travolta da un uragano e non viene rasa al suolo ma viene distrutta, distrutta non vuol dire che scompare totalmente, distrutta vuol dire che viene fatta in mille pezzi e magari ne è pure felice perché si rende conto che non è stato solo l'uragano a distrugerla perché sa che già prima c'era qualcosa dentro la città che non funzionava e quindi adesso sa che puo ricominciare da zero. E comunque adesso lasciando perdere il paragone che non è tanto semplice da spiegare, adesso so che mi sto facendo scivolare la vita addosso, e questo non vuol dire che non sto vivendo, ma bensì che sto ritornando alla vita normale e con il termine normale intendo che sto tornando alla vita in cui tutto è bilanciato, non ci sono overdosi di emozioni. Perché un'overdose di emozione è sempre seguita da un periodo di ricovero per ritornare alla "normalità. "