Il buio mischia le cose e ne elimina i contorni, le imperfezioni, le differenze. Una società al buio forse vivrebbe meglio. Nessuna distinzione tra i consociati, nessuna evidente differenza formale, solo sostanze nel buio unite dalla convivenza pacifica. Ci si abituerebbe a riconoscere gli spazi liberi; si saprebbe come muoversi per non infastidire il prossimo.
lunedì 2 gennaio 2017
Preso per mano. (Milano)
E all'improvviso mi ricordo di quando in duomo tra la folla, mi hai preso la mano.
E mi son sentito sicuro, forte, innamorato, invincibile.
Con te.
Voglio spogliarmi.
09/16
Vorrei levarmi di dosso i vestiti. Restare nudo, davanti a te. Senza vergogna. Perché ti conosco, mi conosci. Ci vogliamo bene e non ci faremmo mai del male. Voglio spogliarmi di tutti i pensieri. Non ce la faccio più. Voglio togliermi di dosso l'idea di giusto e di sbagliato. Vorrei smettere di pensare, troppo, come sempre. Questa volta vorrei potesse essere semplice, chiaro, pulito, puro. Calmo. Tenero. Ho bisogno d'affetto, questa è la verità. Ho bisogno di un appoggio. Di una cosa certa, sempre lì. Perché alla fine son fatto così, mi piace la quotidianità, la routine; che non vuol dire noia, non vuol dire fare sempre le stesse cose, significa essere se stessi in due, avere insieme la voglia di partire per una mini vacanza improvvisata chissà dove. Svegliarsi la mattina con un buon caffè, andare a letto con un po' di coccole, insieme. Secondo me è una bella parola quotidianità. Ed alla fine questo che sto scrivendo non sono altro che i pensieri di cui forse vorrei spogliarmi o di cui forse invece vorrei riappropiarmi di nuovo perché ho paura che piano piano, col tempo, con le routine sbagliate, io li stia perdendo. E questi pensieri alla fine non sono altro che l'ennesima richiesta di aiuto, l'ennesimo inno a te, che ancora non ci sei ma spero tanto ci possa essere. Alla fine, come sempre, spero che tu, stavolta, sia diverso. Salvami. Proteggimi. Coccolami. Accarezzami. Stropicciami i capelli. Facciamo una passeggiata al lago. Abbracciami. Riscaldami.
01/17
Pensieri lasciati lì, nelle bozze, e a rileggerli adesso mi viene il sorriso, anzi quasi mi scappa incontrollatamente una lacrima. Io ci credo al Karma, ci credo al fatto che abbiamo bisogno di dare de bene a questo mondo, abbiamo bisogno di espandere gioia, felicità e spensieratezza incondizionatamente. Sembra quasi che mi sia scritto il destino con queste parole e infatti credo anche a questo. Siamo noi che viviamo e quindi chi altro dovrebbe scrivere il nostro destino? Siamo noi che facciamo le nostre scelte, siamo noi che commettiamo i nostri errori, siamo noi che amiamo per primi noi stessi e poi l'altro.
Io amo. Io sono felice. Oggi. Con te.
E quando inizi ad amare e ad essere felice non è semplice smettere, nemmeno quando sarai di nuovo solo con te stesso.
Alla fine è una conquista che dura da una vita ed è per una vita.
Come questo blog.
lunedì 12 settembre 2016
Acqua.
Si dice che capisci molto di più di una persona da come chiede l'acqua al cameriere al ristorante.
Antidolorifico.
Ad un certo punto se tu sei zoppo ed incontri un altro zoppo ci si sostiene a vicenda, provi delle cose che da solo non puoi provare perché siete due zoppi che si abbracciano ma quello non è un sentimento di libertà, è un sentimento di dipendenza perché quando quello ti molla tu torni a zoppicare perché non c'hai voglia di star male.
Se il sentimento di coppia viene utilizzato come un antidolorifico ad una sorta di tristezza, di sofferenza, di ferita che può essere la paura della solitudine o quello che è successo nella vita o anche solo la coscienza di essere mortali l'antidolorifico non guarisce la ferita, la anestetizza per un po' e quindi uno dopo un po' o cambia l'antidolorifico: Paolo, Mario, Antonio e così via... o carica l'antidolorifico di una doppia dose e fa figli e si sposta.
La teoria del fazzoletto e della macchia di caffè.
Se la tua vita è un fazzoletto, se la capacità tua di amare o di farti amare è grande come un fazzoletto è chiaro che una tazzina di caffè rovesciata ti ha rovinato tutto il gioco ma se tu hai costruito una vita ampia come un lenzuolo una macchia è sola nell'angolo quindi è una parte non bella ma poi c'è tutto il resto.
domenica 10 aprile 2016
Istantanee milanesi.
Escono dal ristorante.
LUI si sistema il trench con troppa meticolosità,
LEI lo guarda con uno sguardo che comunica tutto il suo disapprovo per quell'eccessivo narcisismo,
LUI, noncurante, continua: si sistema i bottoni, allaccia la cinta
LEI con le braccia conserte si allontana di poco e con aria distratta fissa una vetrina,
LUI le si avvicina, fanno due passi e la blocca, cerca di sciogliere la morsa delle braccia in cui si è chiusa, tenta di baciarla
a fissarli mi imbarazzo, mi volto, li ricerco, sorrido e non li vedo più...
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